Quasi a sfidare, in controtendenza, la frenetica corsa alla sempre maggiore velocità, Gloria e Renata Fenaroli decidono di recuperare la lentezza nello sguardo, di ritrovare il sapore e lo spessore delle atmosfere dei tempi passati, senza decadente nostalgia, soltanto per il desiderio di dare spazio ad un occhio immaginativo che non si accontenta di rappresentare correttamente un volto o un corpo, ma vuole anche andare ad indagare nelle profondità della superficie.

Per questo la superficie della Fotografia non è più una patinata e algida barriera fra chi guarda e chi è raffigurato, ma diventa un sofferto diaframma che ci apre alla percezione di una nuova dimensione del ritratto, quella temporale.

Questa raffinata ed elegante “lavorazione” manuale delle stampe arricchisce di un valore aggiunto il risultato di riprese che comunque, già nella loro primaria impostazione, palesano un’evidente volontà di caricare il lavoro di un’intensità dello sguardo non comune nella produzione contemporanea.

In definitiva gli artisti ci dimostrano la loro straordinaria capacità di praticare una felice sintesi fra tecnica contemporanea e preziosa manualità, per sintonizzare il loro lavoro sulle frequenze di un futuro antico”. (Professor Guido Cerere)

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